ENDLESS BACK UP

BENOIT MENARD,

OLIVER PAUK,

ANDREA MARTINUCCI,

ZSOFIA KEREZSTES,

DOMINIK,

SEBASTIAN WICKEROTH,

RAPHAEL LERAY,

SYNCHRODOGS

 

Artwork by: Ivan Divanto

 

Curated by ULTRASTUDIO


Opening: Monday 27, March
March, 28 – April, 14

 

OUTER SPACE

ARS festival by Ginevra Bria and Atto Belloli Ardessi.

FUTURDOME.

Via Paisiello, 6 – 20131 Milan (IT)

 

 

ENG

 

“Look at this cochere door! Dwarf! I continued: it has two faces. Two paths here agree: no one has ever paths to the end… This long way to the door and back: it lasts an eternity. And this long way out the door and forward, that is another eternity”.

(Thus spoke Zarathustra. Friedrich Nietzsche)

ULTRASTUDIO is proud to present its first curatorial project ENDLESS BACK UP. Benoit Menard, Oliver Pauk, Andrea Martinucci, Zsofia Kerezstes, Dominik, Sebastian Wickeroth, Raphael Leray and Synchrodogs duo, were invited to think of as many works to give life to the exhibition body. The group show focuses its meaning in the concept of the Eternal Return by Nietzsche, in which time is cyclical, the Universe born and dies in perpetual becoming. On this basis it was decided to take an hint from the recent play video idea of ​​the label Hello Games that changed the rules of multiplayer open universe: No Man’s Sky (literally, the Sky none). In the game the user is called to explore more than eighteen billion of billion planets, each with its fauna, flora and personal atmospheric conditions. It’s then imagined the possibility of a check on one of these planets by the space traveler Adam. These, after traveling much of the universe and traveled for millions of years, lands on a planet that turns out to be very similar to Earth. A. exploring the planet begins a journey of reminiscence perhaps finding that ancient world from which he had started. But the effort to remember is so intense that A. begins to de-materialize into molecules becoming one with the planet. His monologue, last heartbreaking of a nonexistent diary will retain its trace in the atmosphere and the wind forever reverberate the whispered scream “Love you all” to the places of a planet lost in the boundless universe suburbs.

ITA

 

«Guarda questa porta carraia! Nano! continuai: essa ha due volti. Due sentieri convengono qui: nessuno li ha mai percorsi fino alla fine…Questa lunga via fino alla porta e all’indietro: dura un’eternità. E questa lunga via fuori della porta e in avanti – è un’altra eternità »

(Così parlò Zarathustra. Friedrich Nietzsche)

 

ULTRASTUDIO è orgoglioso di presentare il suo primo progetto curatoriale ENDLESS BACK UP. Benoit Menard, Oliver Pauk, Andrea Martinucci, Zsofia Kerezstes, Dominik, Sebastian Wickeroth, Raphael Leray ed il duo Synchrodogs, sono stati invitati a pensare altrettanti lavori per dare vita al corpo espositivo. L’esposizione incentra il suo senso nel concetto dell’eterno ritorno di Nietzsche, secondo cui il tempo è ciclico, l’Universo nasce e muore in perpetuo divenire. Partendo da queste basi si è deciso di prendere per spunto la recente idea video ludica della label Hello Games che ha cambiato le regole del multiplayer open Universe: No Man’s Sky (letteralmente, il cielo di nessuno). Nel gioco l’utente è chiamato ad esplorare oltre diciotto miliardi di miliardi di pianeti, ognuno con una sua fauna, flora e condizioni atmosferiche personali. Si è quindi immaginata la possibilità di un arrivo su uno di questi pianeti da parte dello space traveller Adamo. Questi, dopo aver percorso gran parte dell’Universo e viaggiato per milioni di anni, approda su un pianeta che scopre essere molto simile alla Terra. A. nell’esplorare il pianeta inizia un percorso di reminiscenza ritrovando forse quell’arcaico mondo dal quale era partito. Ma lo sforzo di ricordare è così intenso che A. inizia a smaterializzarsi in molecole diventando un tutt’uno con il pianeta. Il suo monologo, ultima straziante pagina di un diario inesistente conserverà la sua traccia  nell’atmosfera ed il vento riecheggerà perpetuo l’urlo sussurrato “Love you all” per i luoghi di un pianeta disperso nelle periferie dell’Universo sconfinato.